Fulvio Roiter ci ha lasciato

Mercoledì, 20 Aprile 2016
Forse Fulvio ha rilasciato a noi di Image Mag una delle sue ultime interviste.
Eravamo andati a trovarlo al Lido di Venezia (dove abitava). Si era presentato all’appuntamento accompagnato dalla moglie Lou Embo, anche lei fotografa.

Dell’incontro ricordiamo l’entusiasmo che ne è scaturito. Nonostante l’età, lo sguardo di Roiter era intenso, vivace, limpido. Gli era rimasta addosso quella voglia di fotografia che, in età giovanile, da Meolo (paese natale) lo portava a Venezia, presso il circolo “La Gondola”. Ci ha raccontato che, a notte fonda, finite le riunioni, dormiva sul treno che lo avrebbe portato a casa: ma la mattina successiva.
Fulvio parlava senza tregua, fornendoci un racconto scorrevole come in un film. La sua carriera è iniziata nel dopoguerra: nell’Italia che ancora non telefonava e che continuava ad andare in treno. Siamo prima del boom, per intenderci, e forse in quel periodo è stato in grado di restituirci i lavori migliori (Sicilia, Umbria, Sardegna). Negli anni successivi sarebbero arrivati i libri e anche il colore. Per tutta la vita l’ha accompagnato un amore intenso per la sua Venezia, esplorata in ogni angolo dal suo obiettivo.
Quello che abbiamo incontrato era un eterno ragazzo, ecco tutto; quello che convinceva i genitori a farlo partire per la Sicilia. Forse lo abbiamo trovato solo più esperto, ma nulla più: “Perché l’età”, ci disse, “Non sono gli anni che abbiamo, ma quelli che ci restano da vivere”.

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