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12 Giugno – 11 Ottobre 2015
Turris Magna – Centro Storico
Piazza Querciola – Castelnuovo Magra (SP)

La mostra ripercorre la carriera e i temi principali della poetica del grande fotografo e artista americano Elliott Erwitt, attraverso quarantadue scatti da lui stesso selezionati come i più rappresentativi della sua produzione artistica. Sarà esposta inoltre una serie di nove autoritratti, esclusivi di questa mostra, che costituiscono un “evento nell’evento”.

Torna in libreria, questa volta per Electa (e con la prefazione di Biba Giacchetti), Scatti personali, il libro più intimo e personale di Elliott Erwitt, stampato nell’edizione americana per la prima volta nel 1988.
Vedere quello che pochi vedono e catturarlo per mostrarlo a tutti noi è l’essenza del libro: che sia la comica solennità dei nudisti o l’incontenibile giocosità dei bambini, l’arroganza innata di de Gaulle durante una serata al Cremlino o la spiritualità tangibile di papa Giovanni Paolo II, queste foto coinvolgono l’osservatore facendo leva sul divertimento e, insieme, sulla meraviglia, suscitando talvolta un’inaspettata malinconia.

E’ Google a ricordarcelo, celebrando i 126 anni dall'inaugurazione della Torre Eiffel a Parigi, avvenuta il 31 marzo 1889, per l’Esposizione Universale che avrebbe aperto nel Maggio dello stesso anno. Alta 324 metri, rimase l'edificio più alto al mondo fino al 1930, quando fu superata dal Chrysler Building di New York. Nel progetto iniziale, la Torre Eiffel doveva essere una struttura senza un utilizzo preciso, come molte altre realizzate per le Esposizioni: il contratto prevedeva che fosse demolita al massimo 20 anni dopo la sua realizzazione. La struttura era però diventata molto conosciuta, i parigini si erano abituati alla sua presenza e grazie alla sua altezza dava un ottimo servizio come ripetitore per le comunicazioni radio. Sulla base di queste considerazioni, le autorità parigine decisero di mantenere in piedi la Torre Eiffel. Da una struttura effimera, ecco nascere un simbolo: naturale quindi che la bandiera francese fosse issata alla sommità della torre subito dopo la liberazione, durante la seconda guerra mondiale. Insomma la Torre vuol dire Parigi, e molti film se ne sono ispirati. Noi, da appassionati di fotografia, abbiamo deciso di proporre una carrellata di fotografi con le immagini riguardanti il simbolo parigino. Molti autori sono noti, altri meno. Resta l’importanza dell’opera monumentale, che in tutte le fotografie conserva il suo impatto. Certo Doisneau ha continuato a raccontare, come anche Ronis; mala torre rimane lì: come opportunità e non solo alla stregua di un elemento connotante.