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GLI AMICI DI IMAGE MAG

GLI AMICI DI IMAGE MAG

Inviaci le tue immagini, le selezioneremo per la pubblicazione
Per sottoporre i portfolio alla valutazione del comitato editoriale è possibile consegnare al tuo negozio Photop di fiducia una selezione di minimo 10 immagini digitali in formato 30x40 cm a 300 dpi, oppure inviarle tramite posta elettronica (Wetransfer o Giga Mail) all' indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La fotografia spesso ci accompagna in ambiti differenti: dipende dall’individuo, dall’approccio di ciascuno, persino dal caso. Sta di fatto che il bello dell’immagine risiede nella meraviglia che può far scaturire: in noi e negli altri.

Le immagini di queste pagine si sono sviluppate nell’ambito del progetto “Dal fango nasce il fiore di loto” ideato da Letizia Battaglia e Shobha che ha avuto come protagonista la città di Palermo con tutti i suoi contrasti.

È giovane, Giovanni: anche nella voce. Al telefono lo abbiamo sentito gentile, ma anche risoluto, chiaro, esplicito. Una cosa è certa: ha capito la differenza tra “guardare” e “vedere”. “Ritraggo il cosa e il come, tra ciò che mi circonda”, ci dice; senza barricarsi dietro a espressioni di maniera. È anche una questione di sensazioni, di emozioni; che lui cerca di tradurre d’impatto, esaltando i contenuti.

Valentina Giola è nata e vive a Milano. Laureata in Storia e Critica dell’Arte, ha unito le conoscenze maturate nei suoi studi alla visione fotografica. Grande viaggiatrice, ama entrare in contatto con i propri soggetti cercando di coglierli un attimo prima che si accorgano della sua presenza.

Marta Sturniolo ha 22 anni e frequenta l’ultimo anno di studi universitari presso la Scuola per Interpreti e Traduttori di Bologna. Aveva sedici anni quando suo padre, da sempre appassionato di fotografia, le regalò la sua prima macchina fotografica, una Nikon D90.

Frammenti Simbolici:
È una realtà circoscritta, quella indagata da Massimiliano, anche quando il suo sguardo si allarga in un paesaggio tradizionale. Nelle sue opere si riconosce la ricerca, un lavoro assiduo che richiede applicazione: con lo strumento (la fotografia dallo scatto al ritocco), ma anche nelle idee.

I Luoghi invisibili, sono quei luoghi che si trovano in ogni centro città e in ogni periferia, sono quei luoghi che ogni giorno sfioriamo, sono quei luoghi che ormai fanno parte del panorama e che per questo raramente degnamo di uno sguardo. I luoghi invisibili sono le nostre fabbriche abbandonate, le nostre vecchie case ormai inservibili, i nostri ospedali dimenticati, edifici una volta brulicanti di vita e di storie ormai affidate solo al ricordo di chi quei luoghi e quelle storie le ha vissute.