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REPORTRAIT

Il volume che abbiamo tra le mani ha rappresentato il Catalogo della mostra “Gianni Berengo Gardin, il padre della fotografia italiana”, tenutasi a Orta San Giulio nel 2009.

Si tratta di una rarità. Il maestro ligure ha sempre raccontato storie di gente comune. Qui incontriamo persone celebri, tra le più rilevanti personalità del Novecento: da Umberto Eco a Cesare Zavattini, da Dario Fo a Renzo Piano, da Andy Warhol a Pier Paolo Pasolini, ad altri ancora, ritratte in oltre cinquant’anni di lavoro. Il progetto parte da lontano, quindi; ma narrare, per Berengo, è una questione di vita. Gli Zingari, i manicomi, la Luzzara di Zavattini, hanno rappresentato solo delle opportunità per una “penna” già avvezza alla scrittura. La stessa che si è messa a scrivere di fronte alle celebrità.



Gianni Berengo Gardin nasce a Santa Margherita Ligure nel 1930 e inizia a occuparsi di fotografia dal 1954.

Dopo un lungo periodo a Venezia, si stabilisce a Milano dove comincia la sua professione di fotografo. Collabora con numerose riviste tra cui Il Mondo di Mario Pannunzio e le maggiori testate giornalistiche italiane e straniere come Epoca e Time.

Si dedica in special modo alla realizzazione di libri fotografici: pubblica oltre 250 volumi dai quali emerge soprattutto il suo interesse per l’indagine sociale. Dal 1966 al 1983, in collaborazione con il Touring Club, pubblica una serie di volumi sull’Italia e sui Paesi europei.

Lavora assiduamente con grandi industrie, tra cui la Olivetti, per reportage e monografie aziendali. Nel 1979 inizia la collaborazione con Renzo Piano, per il quale documenta le fasi di realizzazione dei progetti architettonici.

Nella sua carriera ha esposto in oltre trecento mostre personali, in Italia e all’estero, tra cui le grandi antologiche di Arles (1987), di Milano (1990), di Losanna (1991), di Parigi (1990) e di New York alla Leica Gallery (1999). Tra le ultime, alla Städtische Galerie di Iserlohn nel 2000, al Museo Civico di Padova e al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 2001, alla Maison Européenne de la Photographie di Parigi, alla Fondazione Forma per la Fotografia nel 2005, alla Casa dei Tre Oci di Venezia nel 2012 e a Palazzo Reale a Milano nel 2013.

Nel 1972 la rivista Modern Photography lo inserisce nella lista dei 32 maggiori fotografi al mondo. Nel 2003 è presente tra gli ottanta fotografi scelti da Cartier-Bresson per la mostra “Les choix d’Henri Cartier-Bresson”.

Nel 2013 la Leica Wetzlar lo invita a esporre nella mostra “Eyes Wide Open! One Hundred Years of Leica Photography”.

Nel 2014 e nel 2015, con il Fondo Ambiente Italiano, ha esposto a Milano (Villa Necchi) e a Venezia (Negozio Olivetti) le sue immagini sulle grandi navi a Venezia.

Oltre ai numerosi premi, nel 2008, quale riconoscimento alla carriera, gli viene assegnato il Lucie Award e nel 2009 la laurea honoris causa in Storia e critica dell’arte presso l’Università di Milano. Nel 2012 la città di Milano gli assegna l’Ambrogino d’Oro.

Nel 2015, a Roma, gli viene conferito il titolo di Architetto Onorario dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori..

Edizioni: Allemandi 2009

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