I grandi fotografi che ci hanno lasciato nel 2025: un anno di addii e di eredità preziose
Il 2025 è stato un anno complesso e intenso per il mondo della fotografia. Non solo per le mostre, le innovazioni e i nuovi linguaggi visivi, ma anche per le perdite importanti che hanno segnato in modo profondo la comunità dei fotografi e degli appassionati. Sono venuti a mancare alcuni dei più grandi narratori per immagini del nostro tempo, autori che con il loro sguardo hanno cambiato per sempre il modo in cui osserviamo persone, città, storie e conflitti. Raccontarli significa rendere omaggio non solo alle loro opere, ma anche alla visione del mondo che hanno lasciato in eredità.
Sebastião Salgado – La dignità del mondo in bianco e nero
Nessuno come Salgado ha saputo raccontare la fragilità e la forza dell’essere umano. I suoi reportage dalle miniere d’oro alle migrazioni globali hanno mostrato con rara intensità quanto la fotografia possa essere un atto di denuncia sociale e, allo stesso tempo, un gesto di profonda umanità.Oliviero Toscani – Il genio della provocazione Toscani non ha solo scattato fotografie: ha scatenato dibattiti. Le sue campagne per Benetton hanno segnato un’epoca, trasformando la pubblicità in un mezzo di attivismo visivo. Che si fosse d’accordo o meno con lui, era impossibile ignorarlo. Ed è questa la cifra dei veri rivoluzionari.
Gianni Berengo Gardin – L’Italia che cambia, nei suoi occhi Berengo Gardin ha documentato il nostro Paese come pochi altri. Dalla vita nelle città ai mestieri, dalle grandi trasformazioni sociali agli angoli più intimi delle comunità italiane, il suo bianco e nero è diventato la memoria visiva collettiva del Novecento. Una fotografia etica, elegante, sempre rispettosa.
Mimmo Jodice – La poesia della luce e del silenzio Jodice ha portato nella fotografia un senso profondo di sospensione e mistero. Napoli è stata la sua musa, ma le sue immagini hanno una forza metafisica che trascende i luoghi. Guardare una sua foto significa entrare in un tempo diverso, più lento, più contemplativo.
Martin Parr – L'ironia che svela la verità Con i suoi colori saturi e la sua capacità di cogliere il grottesco nel quotidiano, Martin Parr ha rivoluzionato la fotografia documentaria. Ha fatto sorridere, pensare, irritare – spesso tutto nello stesso momento. La sua eredità visiva è un invito continuo a guardare le nostre abitudini con un occhio più critico.
Rosalind Fox Solomon – L’intimità come linguaggio universale Solomon ha costruito un percorso fatto di incontri profondi, ritratti che toccano corde emotive e raccontano identità fragili, forti, complesse. La sua sensibilità ha trasformato la fotografia in una forma di meditazione sul volto umano.
Rashid Lombard – Il ritmo del Sudafrica in un click Dalla musica jazz alle trasformazioni sociali del Sudafrica, Lombard ha saputo raccontare un paese in movimento continuo. Le sue immagini parlano di energia, cambiamento, lotte e comunità.
Marcia Resnick – Lo spirito ribelle della New York degli anni d’oro Resnick ha immortalato la scena punk, gli artisti, le strade, quel mix esplosivo che ha reso New York una capitale culturale. Le sue foto sono un viaggio in un'epoca che continua ancora oggi a influenzare estetiche e immaginari.
Un’eredità che continua a parlare, Un ultimo sguardo, che continua a ispirarci. Queste personalità, sebbene diverse nei loro percorsi e nei loro linguaggi, condividono un tratto fondamentale: la capacità di guardare oltre l’apparenza, di cogliere l’essenza delle storie umane e di restituirle con dignità attraverso l’immagine. La loro scomparsa nel 2025 segna la fine di capitoli importanti nella storia della fotografia, ma le loro opere continueranno a ispirare, educare e commuovere le generazioni future. In un’epoca in cui le immagini dominano il nostro modo di comprendere il mondo, ricordare questi maestri significa riconoscere il potere della fotografia non solo come testimonianza storica, ma come strumento di empatia, riflessione e trasformazione. Il 2025 ci ha tolto molto, ma ci ha anche ricordato quanto la fotografia sia un linguaggio vivo, capace di attraversare il tempo. Le opere di questi autori continueranno a parlare, a emozionare, a far discutere, a ispirare nuove generazioni di fotografi. Perché ogni grande foto, anche dopo la scomparsa del suo autore, continua a vivere. E forse è proprio questo il potere più grande della fotografia.