La lentezza salverà la fotografia
Viviamo nell’epoca dell’immagine istantanea. Ogni giorno scorrono davanti ai nostri occhi migliaia di immagini: perfette, nitide, filtrate, ottimizzate. La tecnologia ci ha regalato strumenti incredibili fotocamere sempre più intelligenti, software di editing automatici, persino intelligenze artificiali capaci di creare immagini dal nulla. Eppure, in questo vortice di velocità e automazione, qualcosa rischia di perdersi: il senso profondo del fotografare.
La fotografia è sempre stata un atto di attenzione. Guardare, scegliere, aspettare: tre gesti che implicano tempo. Tempo per osservare la luce, per conoscere un luogo, per entrare in sintonia con un soggetto. Oggi, invece, lo scatto è spesso un riflesso automatico, un gesto quasi inconsapevole che si dissolve in un feed dopo pochi secondi. È proprio contro questa frenesia che la lentezza sta tornando a essere una forma di resistenza.