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Eidolon Grant 2026: oggi si apre una nuova finestra sulla fotografia del quotidiano

Oggi, 27 maggio 2026, il mondo della fotografia si risveglia con una notizia capace di far brillare gli occhi a chi vive l’immagine come forma di racconto: è stata ufficialmente lanciata l’edizione 2026 dell’Eidolon Grant, una call internazionale dedicata alla fotografia vernacolare e ai progetti che sanno trasformare il quotidiano in narrazione visiva. Una chiamata a fotografare l’invisibile L’Eidolon Grant non è un semplice bando, ma un invito a guardare oltre la superficie.

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L’occhio che guarda l’occhio: Ron Howard racconta Richard Avedon

Nel nuovo documentario firmato da Ron Howard, lo spettatore viene invitato a compiere un viaggio dentro la mente e lo sguardo di Richard Avedon, uno dei fotografi più influenti del Novecento. L’incontro tra il linguaggio cinematografico del regista statunitense e l’universo visivo di Avedon genera un’opera che non è soltanto un ritratto biografico, ma un vero esercizio di immersione nella creazione artistica.

Un racconto che scava oltre l’immagine

Il documentario non si limita a celebrare Avedon come icona della fotografia di moda e del ritratto, ma ne esplora le fratture, le inquietudini, le ossessioni. Le testimonianze di collaboratori, curatori, critici e amici permettono di costruire un mosaico complesso, in cui genio e fragilità convivono e si alimentano a vicenda.

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La fotografia di reportage nell’era della sovraesposizione visiva

In un mondo dominato da immagini istantanee e flussi informativi continui, la fotografia di reportage continua a rappresentare uno dei linguaggi più credibili e incisivi della comunicazione contemporanea. Sebbene strumenti e piattaforme siano cambiati radicalmente, la sua missione rimane la stessa: raccontare la realtà con rigore, sensibilità e responsabilità.

Un’eredità che pesa, un mestiere che cambia

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2026 La lentezza salverà la fotografia!

Viviamo nell’epoca della velocità, del “subito”, del contenuto che scorre a una rapidità tale da non lasciare traccia. In questo flusso continuo, anche la fotografia ha rischiato di perdere sé stessa: da linguaggio pensato, meditato, carico di intenzione, si è trasformata in un gesto impulsivo, un automatismo. Milioni di immagini vengono prodotte ogni minuto, ma quante di queste raccontano davvero qualcosa?

Eppure, proprio in questo scenario, sta emergendo una contro-tendenza: la riscoperta della lentezza. Un ritorno al gesto consapevole, al guardare prima di scattare, al lasciare sedimentare un’idea prima di trasformarla in immagine..

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