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FOTOGRAFIA DA LEGGERE …

Consueto appuntamento del lunedì con “Fotografia da leggere”. Questa volta chiamiamo in causa un lavoro della giornalista Concita De Gregorio, dal titolo “Chi sono io? Autoritratti, identità, reputazione” (Edizioni Contrasto). Dell’autrice ricordiamo una trasmissione televisiva intitolata “Pane quotidiano”, dedicata ai libri. Lì ne abbiamo apprezzato la vicinanza ai temi e anche quella curiosità giornalistica che male non fa quando l’argomento affrontato riguarda la cultura.

Abbiamo incontrato Concita De Gregorio a Milano, presso la libreria Feltrinelli, quella in Galleria; e il dialogo, tra domande e risposte, si è sviluppato allargandosi in ambiti diversi. Già, perché lei è la prima volta che si occupa di fotografia, addentrandosi nel mondo al femminile dell’autoritratto. In quell’occasione è emerso il tema dell’identità (presente anche nel libro), che appartiene all’immagine scattata sin dal suo esordio nella storia. E’ ancora così? Sarà sempre così? I like dei social sono diventati l’elemento sostanziale della consapevolezza di sé, mentre la Carta d’Identità riduce le dimensioni della fotografia a favore dei numeri. I tempi cambiano, speriamo in meglio.

“Chi sono io?”, il libro.

Tra identità e reputazione: questo è il viaggio fotografico che ci propone Concita De Gregorio. Sì, perché lei prende in esame l’autoritratto: quello scatto di tempo dove si decide il “quando”, ma nel quale l’obiettivo viene rivolto verso se stessi. Si tratta di un’indagine tutta al femminile, perché è la donna fotografa a ritrarsi spesso, anzi: quasi sempre. Ne sono degli esempi: Francesca Woodman, Cindy Sherman, Wanda Wulz, Dora Maar; ma anche Claude Cahun, Ilse Bing, Lisette Model, Imogen Cunningham.
Concita ha letto a lungo gli autoritratti “femminili”, ricercandoli indietro nella storia. Non solo, ha anche intervistato cinque autrici contemporanee, dialogando con loro sui temi più disparati: la famiglia, la madre, l’infanzia, la solitudine, la paura, il corpo, il sesso, i figli; e poi, ecco comparire il tempo: quello che c’è, per poi scomparire subito dopo. Ne scaturisce l’ansia della presenza – assenza, l’ossessione della scomparsa, il significato della vita. L’autoritratto assume così un significato terapeutico: una medicina contro il male di vivere, per incontrare e incontrarsi, al fine di essere osservate (le donne) per come si è e non per come si dovrebbe essere.
Del libro ci è piaciuta la costruzione, il procedere narrativo. Le storie vengono fuori senza sforzo: tutte attingendo a temi universali, dove il tempo torna su se stesso, circolarmente. Già, perché la morale ci viene offerta nell’ultimo capitolo, proprio riferendosi ai cicli e ricicli del divenire. Oggi la reputazione è importante (i like) e misura il successo. Quest’ultimo non è più un fatto occasionale e, nella rete, arriva quasi a modellare l’identità. Cambieranno le cose, però; dovrà essere così. Perché forse non basterà più piacere (a chi, poi?), ma occorrerà ancora capire e capirsi. Sono significative le ultime tre righe prima delle biografie: « In ultimo, quello che conta è solo esistere nel cuore di un altro. Non somiglio a nessuno, eppure ti somiglio. Guardami, ecco come sono, tienimi. Ti tengo, ti amo, ti guardo».

Concita De Gregorio, note biografiche

Concita De Gregorio è una giornalista e scrittrice. Nata a Pisa nel 1963, cresciuta a Livorno, si è laureata in Scienze Politiche all'Università di Pisa e ha iniziato la professione giornalistica nelle radio e TV locali toscane, passando poi a "Il Tirreno" dove, per otto anni, ha lavorato presso le redazioni di Piombino, Livorno, Lucca e Pistoia.
Nel 1990 è approdata al quotidiano "la Repubblica", occupandosi prevalentemente di cronaca e politica interna. DaI 2008 al 2011 ha diretto "l'Unità", per poi tornare nuovamente a scrivere sulle colonne di "Repubblica", di cui continua a essere una delle firme di punta.
Dal 2013 è autrice e conduttrice di "Pane quotidiano", noto programma di approfondimento culturale della Radiotelevisione italiana, in onda dal lunedì al venerdì su Rai 3. Nel 2002 ha pubblicato "Non lavate questo sangue, diario dei fatti del G8 di Genova" e un racconto per la rivista letteraria di Adelphi. A temi quali l'amore e la maternità ha dedicato alcuni dei suoi scritti più conosciuti, ora in veste di cronista, ora di narratrice. Nel 2006 è uscito "Una madre lo sa", racconto di venti storie esemplari finalista al Premio Bancarella 2007, seguito da ulteriori saggi e romanzi best seller.
Nel 2016, dopo due anni di lavoro e d’interviste fatte in tutta Italia a donne dai sei ai novantasei anni, ha pubblicato "Cosa pensano le ragazze", uno spaccato sull'universo femminile dei nostri giorni.(Fonte: Festivaletteratura)

La fotografia

Copertina del libro
Chi sono io? Autoritratti, identità, reputazione.
di Concita De Gregorio
Contrasto, 2020

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