RICORDANDO FREDDIE MERCURY

Freddie Mercury, un mito del rock mondiale, si spegneva a Londra il 24 novembre del 1991: giusto ricordarlo anche oggi. Lui, 24 ore prima di morire, rilasciò un comunicato stampa, che recitava così: «In seguito alle congetture che si sono susseguite sui giornali nelle ultime due settimane, desidero confermare che sono risultato positivo all'HIV e che ho contratto l'Aids. Ho ritenuto opportuno mantenere questa informazione privata per proteggere la riservatezza di chi mi circonda. Tuttavia è giunto il momento che i miei amici e ammiratori in tutto il mondo sappiano la verità, e spero che voi tutti vi uniate a me nella lotta contro questa terribile malattia».

“The show must go on”, cantavano i Queen nell’album “Innuendo” 1991) e le parole di Mercury sottintendevano anche questo, al di là del significato espresso. Ha voluto calare il sipario al momento giusto, quando moriva anche la sua presenza sul palcoscenico, la dimora delle aspirazioni nutrite per una vita.

C’è tanto rispetto, nel suo comunicato; e poi una chiamata a raccolta dell’affetto di tanti, di tutti. «Can anybody find me somebody to love?» (Qualcuno può trovarmi qualcuno da amare?) cantava Freddie in “Somebody to love” (1991). Lui di certo l’ha trovato in quell’applauso mondiale che in molti gli hanno dedicato e che può sentire ancora, ovunque si trovi.

Freddie Mercury, note biografiche

Freddie Mercury è nato nell'isola di Zanzibar, in Tanzania, il 5 settembre del 1946. Dal 1955 al 1963 ha frequentato una scuola privata in India. Nel 1964, lui e la sua famiglia si trasferirono in Inghilterra. Nel 1966 ha iniziato la sua formazione all'Ealing College of Art, dove si è laureato nel 1969. Amava l'arte. Al college conobbe Tim Staffell, che suonava il basso in una band chiamata Smile, dove suonavano Brian May (chitarra) e Roger Taylor (batteria).

Quando Staffell lasciò la band, nel 1970, Mercury divenne il loro nuovo cantante. Ha cambiato il nome del gruppo in Queen, che nel febbraio 1971 ha preso un nuovo bassista, chiamato John Deacon. Il loro primo album, "Queen", uscì nel 1973; ma la loro vera svolta fu con "Killer Queen", nell'album "Sheer Heart Attack", pubblicato nel 1974. Divennero poi famosi con il singolo "Bohemian Rhapsody", sull'album del 1975 "Una notte all'opera".

Dopo il grande successo negli Stati Uniti (1980) con "Another One Bites The Dust", hanno attraversato un brutto periodo. Il loro album "Flash Gordon" ha seguito le sorti dell’omonimo film, bocciato in tutti i sensi, mentre il successivo, "Hot Space", orientato alla discoteca, è stato giudicato negativamente dalla critica e dagli stessi fan. Solo la canzone "Under Pressure", che hanno cantato insieme a David Bowie, è riuscita ad emergere. Nel 1983 si sono presi un anno di pausa e nel 1984 si sono riproposti con il loro nuovo album chiamato "The Works". I singoli "Radio Ga Ga" e "I Want to Break Free" sono andati molto bene nel Regno Unito. La controversia su un video ha ridotto la visibilità della band negli Stati Uniti, il loro tour venne cancellato e durante la vita di Mercury non avrebbero più recuperato la loro popolarità.

Nell'aprile 1985, Mercury pubblicò il suo primo album da solista, "Mr. Bad Guy" meno rock e più dance, che è rimasto in classifica in UK per 23 settimane. La band è tornata insieme dopo l’esibizione al Live Aid nel luglio 1985. Alla fine dell'anno, hanno iniziato a lavorare al loro nuovo album, "A Kind Of Magic", tenendo poi ilpiù grande tour mondiale di sempre, il "Magic Tour". Hanno suonato due volte allo stadio di Wembley, esibendosi nell loro ultimo concerto a Knebworth, davanti a 125.000 persone.

Nel 1987 a Freddy è stato diagnosticato l'AIDS, ma ha continuato a lavorare a ritmo serrato. In Spagna ha realizzato l’album "Barcelona", insieme a Montserrat Caballé. Lui amava l'opera ed è diventato un suo grande fan. Il disco ha rappresentato un sogno che diventa realtà. Il singolo "Barcelona" è stato anche usato come sigla per le Olimpiadi del 1992.

Dopo "Barcelona", ha ricominciato a lavorare con la band ed è arrivato "The Miracle", rilasciato all'inizio del 1989: un altro successo. A questo punto, Mercury ha detto alla band di avere l'AIDS, il che significava che un tour dell'album era fuori questione. Si è poi rifiutato di parlarne ancora, perché temeva che comprassero i suoi dischi per pietà. Voleva continuare a fare musica il più a lungo possibile. E lo fece. Dopo "The Miracle", la salute di Mercury è peggiorata. Il gruppo voleva incidere un altro album, chiamato "Innuendo". Ci hanno lavorato nel 1990 e all'inizio del 1991. Ogni volta che Mercury si sentiva bene, andava in studio e cantava.

L'ultimo video clip di Mercury, "These Are The Days Of Our Lives", è stato pubblicato nel giugno 1991 e si è poi rivelato essere la sua canzone d'addio. Si vedeva chiaramente che era malato, ma non aveva ancora parlato al mondo della sua malattia. La sua morte è stata vista come una grande perdita per il mondo della musica.

Freddie Merucury muore il 24 novembre 1991 a Kensington, Londra.

Il fotografo Neal Preston, un libro (sinossi)

Nel cinquantesimo anniversario della band un libro ricco di immagini inedite, scelte con Brian May e Roger Taylor dall'archivio fotografico del “quinto Queen”. «Come fotografo, non avrei potuto chiedere di meglio. L'attenzione ai dettagli della produzione dei tour dal '77 al '86 crebbe in modo esponenziale: più imponenti erano gli effetti visivi, meglio era. Anno dopo anno aggiunsero sempre più impianti di illuminazione, con palchi sempre più grandi. Era un tripudio di fulmini e saette. Mi sentivo un bambino nel suo negozio di caramelle preferito, come testimoniano molte delle fotografie presenti in questo libro». (Neal Preston)

Queen. Gli storici scatti di Neal Preston. Rizzoli Lizard (27 ottobre 2020)

Il fotografo Neal Preston

Neal Preston è uno dei fotografi più rispettati nella storia del mondo della musica. La sua carriera nella fotografia, iniziata al liceo e continua fino ad oggi, ha attraversato ben oltre 4 decenni.

Per anni, le sue fotografie sono apparse su tutti i media immaginabili: sulle copertine e sulle pagine di centinaia di riviste, giornali e libri di livello mondiale, in programmi televisivi, in lungometraggi e documentari, in programmi di spettacoli di Broadway e cartelloni pubblicitari, in stampa e pubblicità elettronica, e su innumerevoli confezioni in vinile e CD/DVD. Sebbene Preston sia meglio conosciuto nei circoli rock come il fotografo dei tour statunitensi dei Led Zeppelin a metà degli anni '70, i suoi viaggi musicali lo hanno portato in giro per il mondo molte volte. Ha visitato la Russia con Billy Joel, il Giappone con Bruce Springsteen, Madonna e Michael Jackson, la Cina con i Wham!, il Sud Africa con Whitney Houston, il Giappone con Duran Duran e Messico e Sud America con i Queen sia nel 1981 che nel 2015.

Nel 1985, Preston è stato scelto come uno dei fotografi ufficiali per il concerto "Live Aid" di Bob Geldof al Wembley Stadium di Londra. Nel 1988 Bruce Springsteen gli ha permesso di ottenere il lavoro come fotografo ufficiale per il leggendario tour "Conspiracy of Hope" di Amnesty International, un viaggio mondiale di 5 settimane con Sting, Peter Gabriel e Tracy Chapman che apparivano insieme a Springsteen.

Nel 1980 Preston ha iniziato una collaborazione trentennale con People Magazine e fino ad oggi rimane il fotografo più incaricato nella storia della rivista, con quasi 700 giorni di riprese al suo attivo.

Da vero fanatico dello sport, Preston ha lavorato a sei Giochi Olimpici, dai Giochi Invernali del 1984 a Sarajevo, in Jugoslavia, ai Giochi Invernali del 2006 a Torino, in Italia. Preston ha anche fotografato molti altri importanti eventi sportivi tra cui i combattimenti per il titolo dei pesi massimi, le partite di playoff delle World Series, NBA e NFL, i campionati statunitensi di pattinaggio di figura e le partite di calcio della Coppa del Mondo. Le sue foto sportive sono state pubblicate in tutto il mondo su riviste come TV Guide, ESPN Magazine, Paris Match e Sports Illustrated.

Preston ha lavorato come fotografo "speciale" per i film "Almost Famous", "Vanilla Sky", "Elizabethtown", "We Bought a Zoo" e "Aloha ” e ha recentemente completato il lavoro sulla prima stagione della serie televisiva Showtime “Roadies” (tutta diretta da Cameron Crowe). Nel 2006 ha iniziato a esporre pubblicamente la sua fotografia musicale con una mostra personale presso la sede di Los Angeles della Morrison Hotel Gallery. La sua successiva esposizione presso la sede di Morrison a New York City è stata quella di maggior successo nella storia della galleria.

Nel giugno del 2010 Preston ha consolidato una relazione con l'Hard Rock Hotel and Casino di Las Vegas, diventando il primo fotografo ad allestire una mostra personale del suo lavoro nei locali. Il suo lavoro fa parte della collezione permanente di cimeli dell'Hard Rock e le stampe della mostra in edizione limitata di Preston sono offerte in vendita al pubblico attraverso il negozio al dettaglio Hard Rock. Nel 2014 Preston ha iniziato una relazione con l'azienda di illuminazione tedesca Lightpower GmbH e ha contribuito a creare la Lightpower Collection, che ha tenuto importanti mostre a Francoforte, Las Vegas, Zurigo e Stoccolma.

Il lavoro di Preston è stato esposto in istituzioni d'élite come lo Smithsonian di Washington DC, la National Gallery di Londra e la Rock and Roll Hall of Fame di Cleveland, Ohio. La sua fotografia iconica di Freddie Mercury fa parte della mostra fotografica permanente al nuovo stadio di Wembley a Londra. Il suo lavoro è incluso nella collezione permanente del nuovo Yankee Stadium di New York e quasi 100 fotografie di Preston adornano le pareti del Forum recentemente rinnovato a Inglewood, in California.

(Fonte: sito ufficiale dell'autore)

Le fotografie

Freddie Mercury fotografato da Neal Preston, 1977

Freddie Mercury, Wembley Stadium, Londra 1986. Ph. Neal Preston



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