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[LAETITIA CASTA, BELLEZZA FRANCESE]

Nata l’11 maggio 1978 a Pont-Audemer in Normandia, Laetitia Casta è cresciuta a Seine-Saint-Denis. La famiglia è originaria della Corsica, ma alcune sue radici risiedono anche in Italia. Il nonno materno era scarpaio a Maresca, in Toscana. È comunque in Corsica che trascorre tutte le sue vacanze estive. Nell'estate del 1993 viene notata sulla spiaggia da Frédéric Cresseaux, fotografo dell'agenzia Madison, della quale è diventata rapidamente la modella di punta.

La sua singolare bellezza seduce tutte le grandi case: Chanel, Yves Saint Laurent o Givenchy. Nonostante non fosse molto alta, è diventata una top model: ha sfilato in giro per il mondo e posato per le più grandi riviste. Nel 1998 è stata incoronata "donna più sexy" dalla rivista Rolling Stone.

Un fatto particolare e curioso l'ha coinvolta nel 2000: i sindaci di Francia l'hanno scelta come "Marianna" del Duemila, ossia come modella per il busto che simboleggi la Repubblica Francese. Lo stesso onore era già toccato in passato solo a Brigitte Bardot (1969), Mireille Mathieu (1978) e Catherine Deneuve.

Da vera donna d'affari, Laetitia è consapevole di come la carriera di modella sia di breve durata. Nel 1999 muove i primi passi nel cinema. Inizia con un piccolo ruolo, quello dell'attraente Falbala in "Asterix e Obelix contro Cesare", di Claude Zidi. La troviamo poi in “Gitano” di Lucia Junco e poi nel fortunato film tv “La bicicletta blu” di Thierry Binisti.

La sua carriera è lanciata. Continua le riprese con: "Strong Souls" di Raoul Ruiz, "Rue des Plaisirs" di Patrice Leconte. Nel 2006 ha recitato in "Le grand appartement" di Pascal Thomas, poi in "La fille et les loups" di Gilles Legrand e "Nés en 68" di Olivier Ducastel e Jacques Martineau. Ha debuttato sul palcoscenico nel 2004 interpretando "Ondine" di Jean Giraudoux. Lo spettacolo, diretto da Jacques Weber, è stato un grande successo. Nel 2008 è apparsa in "Elle t'attends", un'opera teatrale scritta e diretta da Florian Zeller.

Dal lato del cuore, ha avuto una relazione con l'attore italiano Stefano Accorsi dal quale ha avuto due figli, Orlando nel 2006 e Atena nel 2009. Laetitia Casta è anche madre di una bambina, Sahteene, nata a 2001 della sua storia con il fotografo e regista Stéphane Sednaoui.

È tornata sui set cinematografici nel 2010 per una sublime interpretazione di Brigitte Bardot in "Gainsbourg (vita eroica)" che le è valsa una nomination al César come migliore attrice non protagonista. L'anno successivo, ha recitato nel film horror "Behind the Walls" prima di fare un'apparizione in "The New War of the Buttons" e girare il suo primo film americano, "Arbitration", insieme a Richard Gere.

Nel 2012 ha collaborato con il marchio svedese H&M per una pubblicità molto evidente. Due anni prima, è apparsa nella clip molto sexy di Rihanna "Te amo".

Nel 2014 torna in Italia per affiancare Fabio Fazio alla conduzione dell'edizione del Festival di Sanremo 2014, 15 anni dopo la sua prima esperienza analoga. Dal 2015 è legata sentimentalmente all'attore francese Louis Garrel, con il quale si è sposata nel giugno 2017 a Lumio in Corsica. L'anno seguente recita in un film diretto dal marito, intitolato "L'uomo fedele (L'Homme fidèle)". Nel 2021, a 42 anni, fa sapere di essere incinta del suo quarto figlio. Diventa mamma di Azel il 18 maggio 2021.

[Le fotografie]

Albert Watson, Laetitia Casta 1996

Herb Ritts per Calendario Pirelli – Laetitia Casta – Malibu, 1998.

[Albert Watson, parliamo di lui]

Nato e cresciuto a Edimburgo (1942), in Scozia, Albert ha studiato graphic design al Duncan of Jordanstone College of Art and Design di Dundee e cinema e televisione al Royal College of Art di Londra. Sebbene fosse cieco da un occhio sin dalla nascita, Albert ha studiato fotografia come parte del suo curriculum. Nel 1970 si è trasferito negli Stati Uniti con la moglie Elizabeth, che aveva ottenuto un lavoro come insegnante di scuola elementare a Los Angeles. Lì Albert ha iniziato a scattare fotografie, principalmente per hobby. Pian piano è riuscito a entrare nell’ambiente e il suo stile distintivo alla fine ha attirato l'attenzione delle riviste di moda americane ed europee come Mademoiselle, GQ e Harper's Bazaar, che l’hanno ingaggiato per un servizio fotografico con Alfred Hitchcock, la prima celebrità mai fotografata da Albert. Poco dopo, ha iniziato a fare il pendolare tra Los Angeles e New York. Nel 1976, ottenne il suo primo lavoro per Vogue e, con il suo trasferimento nella “grande mela” in quello stesso anno, la sua carriera ha iniziato a decollare.

Albert Watson ha lasciato il segno come uno dei fotografi di maggior successo e prolifici al mondo. Dai ritratti di Alfred Hitchcock e Steve Jobs, agli scatti di Kate Moss, ai paesaggi di Las Vegas, la diversità e il corpo di lavoro di Albert risultano senza pari. Le sue fotografie sono presenti in gallerie e musei di tutto il mondo. Stiamo parlando di uno dei fotografi più influenti di tutti i tempi, insieme a Irving Penn e Richard Avedon, tra gli altri.

[Il fotografo, Herb Ritts]

Herb Ritts (1952–2002) è uno dei fotografi di moda e ritratto più importanti della tra gli anni '80 e '90. Ritts è cresciuto in California e ha studiato Economia e Storia dell'Arte al Bard College di New York, prima di tornare sulla costa occidentale. Le sue fotografie di Richard Gere a inizio carriera (1978) sono state pubblicate su Vogue America, Esquire e Mademoiselle. Gli stilisti in Europa e le riviste di New York hanno riconosciuto il talento autodidatta di Ritts e le loro richieste hanno reso Ritts un famoso fotografo. Le sue immagini sono state spesso scattate in luoghi particolari, come deserti, paesaggi marini e luoghi di grande bellezza.

Ritts è famoso per la sua serie Fred with Tires (1984) e il suo ritratto di Madonna per la copertina del suo album da record del 1986 True Blue, oltre che per le fotografie non convenzionali di Elizabeth Taylor e Dizzy Gillepsie. I suoi soggetti includono anche Antonio Banderas, Charles Bukowski, William S. Burroughs, Stephen Hawking, Michael Jordan, Jackie Joyner-Kersee, B.B. King, Nelson Mandela, Edward Norton, Christopher Reeve e Tina Turner, oltre ai colleghi artisti Keith Haring (1958–1990), Robert Rauschenberg, Louise Bourgeois, Francesco Clemente, Roy Lichtenstein. La comprensione di Ritts del corpo, della sua luce e calore, gli ha permesso di ritrarre immagini iconiche di donne e uomini. Ritts è autore di molti libri, come Men/Women (1989), Notorious (1992), Africa (1994), Work (1996), Duo (1991) e Pictures (1988).

Il suo lavoro è stato esposto in numerosi musei, come la Fondation Cartier Pour L'Art Contemporain a Parigi, il Los Angeles County Museum of Art e l'Annenberg Space for Photography a Los Angeles, CA, la National Portrait Gallery e la Hayward Gallery a Londra, e il PS1 Contemporary Art Center, il Museo Solomon R. Guggenheim e il Museo del Fashion Institute of Technology di New York, NY. Molte delle sue opere sono state acquisite anche dal Getty Museum di Los Angeles, California.

[Il Calendario Pirelli]

Il Calendario Pirelli per anni ha rappresentato la vetrina di alcuni tra i più grandi fotografi del mondo, come Bruce Weber, Herb Ritts e Richard Avedon. Non ha fini commerciali. Viene stampato in numero limitato e regalato ad una stretta élite di persone. E’ nato da un’idea di Derek Forsyth negli anni ’60. Forsyth, a quei tempi responsabile dell’Ufficio Pubblicità, decise di abbandonare i tanti gadget che la Pirelli regalava per concentrare il budget su un calendario. Il primo calendario fu del 1963 a cura del fotografo Terence Donovan: dodici modelle con dodici prodotti Pirelli tra i più venduti, in dodici diverse aree di esportazione.

Il Calendario Pirelli non venne pubblicato tra il 1975 e il 1983 a causa della recessione economica mondiale.

Il calendario del 1984 (fotografato da Uwe Ommer) veniva regalato a chi comprava due pneumatici. In pratica per la prima volta fu a disposizione del grande pubblico. La modella più fotografata è Isabeli Fontana, presente su ben 8 edizioni.

Per festeggiare i 50 anni di The Cal, la Pirelli ha pubblicato una versione censurata nel 1986 a firma di Helmut Newton.

Quella del 2013 è stata l’unica edizione senza nudo. Gli scatti di Steve McCurry erano dedicati al sociale.

Ben tre donne hanno firmato gli scatti del calendario Pirelli: Sarah Moon (1972), Annie Leibovitz (2000 - 2016) e Inez van Lamsweerde (2007).

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