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[JONI MITCHELL, LA POESIA TRA FOLK E JAZZ]

Non ha etichette, Joni; anzi, le rifugge. Spirito libero, ha fatto impazzire discografici e impresari. Ma lei era così, per via di un talento che partiva da lontano. In giovane età, si fece cacciare dall’insegnante di pianoforte, perché voleva già comporre, in autonomia. Erano i tempi nei quali scriveva poesie, musicate con uno strumento di fortuna, un ukulele; questo mentre iniziava a dipingere, dando corpo a una passione portata avanti per sempre. Si potrebbe parlare di un’artista trasversale, se il termine non fosse fin troppo abusato. Diciamo che si lasciava contaminare, influenzando a sua volta. Molti cantanti hanno usato le sue canzoni, sapendo di potersi immergere in una poesia lussureggiante.

Norman Seeff, Joni Mitchell , Jack Robinson, 7 novembre 1943

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[ENZO BIAGI TORNA SUI SUOI MONTI]

Non ci sono fotografie d’autore a suffragio di Enzo Biagi. Crediamo comunque che debba entrare nella nostra rubrica quotidiana per la sua storia di giornalista e scrittore. Dobbiamo confessare, però, che ci sentiamo legati a lui anche per motivi campanilistici, che in Italia contano e non poco, soprattutto se gestiti bene. I suoi monti sono anche quelli dei nostri nonni: luoghi poveri, lontani dalle mete turistiche di richiamo, distanti pure da Bologna, la provincia che li riguarda. Del resto, basta uno sguardo a sud ed è già Toscana, soprattutto se si sale sul Corno alle Scale, la montagna che sovrasta il borgo natale di Biagi. Ci ha fatto piacere ricordare la sua “firma”, che speriamo possa essere condiviso da chi leggerà.

Enzo Biagi, 9 agosto 1920

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[5 NOVEMBRE 1955, SI VIAGGIA NEL TEMPO]

5 novembre 1955. La data viene impostata sul cruscotto di una DeLorean. Doc (Christopher Lloyd) spiega perché a Marty (Michael J. Fox). «Ecco una data importante nella storia della scienza: 5 novembre 1955. […] Fu il giorno in cui inventai il viaggio nel tempo. Me lo ricordo benissimo: stavo in piedi sul water attaccando un orologio, la porcellana era bagnata, sono scivolato e ho battuto la testa sul lavandino. Quando ho ripreso i sensi, ho avuto una rivelazione… una visione… un’immagine scolpita nella mente… un’immagine di questo. Questo rende possibile viaggiare nel tempo: il flusso canalizzatore! […] Mi ci sono voluti quasi trent’anni e tutto il mio patrimonio per realizzare la visione di quel giorno… Mio Dio, quanto tempo è passato!»

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5 novembre 1955, DeLorean, Christopher Lloyd, Michael J. Fox

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[ROBERT MAPPLETHORPE, L’ANGELO CONTROVERSO]

“Un bambino vecchissimo, […] che dormiva ammantato di luce”, così lo definì Patti Smith nell’ultimo incontro che ebbe con lui: quasi una divinità che aveva terminato il suo compito, o un peccatore di fronte all’ultima pena. Ai nostri occhi, nelle immagini di Robert si contrappongono bene e male, peccato e innocenza, giusto e sbagliato: come in un dubbio difficile da sciogliere. Di certo i suoi lavori risultano impeccabili, perfetti, indiscutibili: veri, potremmo dire; il che ci impone qualche riflessione. Di certo Robert ha attinto dalla classicità, ma non l’ha usata a pretesto. Le contrapposizioni fanno parte della vita, e l’angelo che era in lui ha voluto suggerircelo. Mancava una metà, allo sguardo dell’uomo; così ha voluto consegnarcela, coniugando quel dubbio col quale convivere, senza mai arrivarne a capo.

Robert Mapplethorpe, 4 novembre 1946, Phillip Prioleau, Calla Lily

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