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[MONICA VITTI, UN’ETERNA SORPRESA]

Non dimenticheremo mai Monica Vitti e non lo farà nemmeno il cinema di casa nostra. Lei è sempre rimasta se stessa, autonoma nelle scelte, senza mai mettere in mostra gratuitamente la propria bellezza. Sì perché, diciamolo, era (ed è) esageratamente bella, cucita da un’estetica impenetrabile, lontana dai simbolismi dell’epoca. Non l’abbiamo mai vista svestita, in quegli anni ’70 durante i quali il cinema proponeva ammiccamenti a basso costo e trame fatte per mettere in mostra le grazie dell’attrice di turno. Lei no, abbagliava col viso incorniciato di biondo e destava il sorriso per via della voce roca. Faceva ridere e riflettere, Monica; in un’eterna sorpresa: quella che riviviamo ancora oggi al solo ricordo di lei. Compie novant’anni: auguri.

Monica Vitti, Peter Basch, 3 novembre 1931, Karen Radkai

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[NASCE LUCHINO VISCONTI, IL PRIMO NEOREALISTA]

Ci occupiamo di Luchino Visconti per il secondo anno consecutivo, con tutta l’umiltà possibile. Non potevamo fare diversamente o almeno ne sentivamo la necessità. E’ troppo complessa la personalità di Luchino e non bastano poche righe per descriverla, così affrontiamo la sua vita un anno dopo l’altro, tentando invano di carpirne il filo conduttore, come per un comune mortale. Immaginiamo il Luchino bambino mentre assiste alle opere dal palco della Scala, assieme alla mamma Carla; ma proviamo a intravederlo cattivo studente (liceo classico Berchet a Milano) e ragazzo che fugge da casa. Ovunque assorbiva cultura, nell’aristocrazia della famiglia e anche fuori, mentre gettava uno spirito rivoluzionario in tutto ciò che portava avanti. Era moderno, Luchino; e non è poco, visto i tempi che ha vissuto.

Luchino Visconti, 2 novembre 1906, Paul Ronald

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[INAUGURATA LA METROPOLITANA MILANESE]

Il 1° novembre è una data importante per la nostra passione. Nel 1879 nacque Oscar Barnack. Si deve a lui l’uso della pellicola cinematografica in fotografia. Nacque così il 35 mm (detto ai tempi formato Leica) e, quindi, buona parte della fotografia moderna. Se ancora oggi parliamo di “full frame”, lo dobbiamo a lui. Sempre il 1° novembre, ma nel 1926, nacque Fulvio Roiter. Lo incontrammo al Lido di Venezia, dove abitava con la moglie Lou Embo (fotografa anch’essa), conosciuta in Belgio nel 1959. Di lui ci colpì l’entusiasmo, persino una “prepotenza” antica e simpatica: nel lessico e nella gestualità. Non era cambiato, Fulvio; il suo sguardo era quello del ragazzo di un tempo.

Leica, Oscar Barnack, 1 novembre 1879, Carlo Orsi, 35 mm, Fulvio Roiter, 1 novembre 1926, 8 Marzo 1941

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[L’ITALIA IN TELESELEZIONE]

Il 31 ottobre 1920 nasce Helmut Newton. L’abbiamo celebrato lo scorso anno, riferendoci a lui molto spesso anche quest’anno. Ci concediamo quindi una curiosità, accompagnata comunque da una fotografia d’autore. Il 31 ottobre 1970 in Italia viene varato il servizio nazionale di teleselezione, grazie al quale, anteponendo un prefisso a un numero telefonico, è possibile raggiungere qualunque località italiana senza l’intervento di un operatore. Prima, l’utente che desiderava contattare un abbonato appartenente a un Comune diverso dal proprio, doveva chiamare il centralino: rispondeva un operatore, che prendeva nota del numero da chiamare e, in seguito, metteva in collegamento i due abbonati. Inizia una nuova era e muore definitivamente una professione.

Helmut Newton, 31 ottobre 1920, Olive Edis

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