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[RICORDANDO “L’ULTIMO CIGNO”]

Il termine non è nostro, ma di Truman Capote; e si riferisce a Marella Agnelli, un simbolo di stile ed eleganza. Discreta e riservata, non ha mai avuto bisogno di ostentare nulla, anche perché il suo portamento austero e deciso prendeva le distanze dal mondo che la circondava. Lei ci ha lasciato il 23 febbraio 2019.

Nella celebre fotografia di Richard Avedon, che riportiamo, Marella Agnelli appare con un elegantissimo collo lungo. Pochi sanno, però, che prima di essere diventata fonte d’ispirazione per molti autori dello scatto, lei stessa era stata una fotografa, nonché assistente del grande Erwin Blumenfeld. La sua è la storia di una donna che ha occupato quasi tutto il secolo scorso, facendo dello stile e dell'arte un proprio carattere di distinzione.

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[MARTHA SWOPE, REGINA DEL PALCO]

Ci sono autori che, pur non godendo di una fama immensa, durante la loro carriera sono riusciti a produrre un archivio corposo e ricco di spunti per ulteriori ricerche. E’ il caso di Martha Swope, molto conosciuta tra gli addetti ai lavori, senza essere entrata però nel novero dei grandissimi. Lei si è occupata principalmente di teatro e in particolare di danza. Tutti gli interpreti del suo tempo hanno posato davanti al suo obiettivo: danzatrici, ballerini, registi, coreografi; spesso ritratti durante le prove. Martha proveniva dalla danza, il che rende le sue immagini incredibilmente personali, per via della sensibilità e del gusto. Averla citata oggi rappresenta un giusto tributo alla fotografia tutta.

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[NASCE LA MACCHINA PER CUCIRE]

La sera del 21 Febbraio 1947, presso Hotel Pennsylvania, Edwin H. Land presentava Polaroid, lo sviluppo immediato. Ne abbiamo parlato lo scorso anno e anche nel 2020. Lo stesso giorno, ma nel 1842, John J. Greenough brevettava la macchina per cucire. Non c’è un rapporto diretto con la fotografia, però qualche riferimento può essere scorto. La nostra passione ci offre continue possibilità di contaminazione, il che vuol dire curiosità, conoscenza, nonché rinnovate opportunità di scatto.

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[ANSEL ADAMS: LA NATURA, LA MUSICA, L’IMPEGNO]

E’ giusto conoscere Ansel Adams a fondo, anche e soprattutto saltando l’aspetto eminentemente tecnico. La fotografia parla di chi la scatta (o la prende?), quasi come in un auto ritratto. E’ quindi la vita a parlare di un autore, tra esperienze e incontri; ma è importante ricercare le attitudini, quelle che partono da lontano. Scopriremo così come Ansel si sia distinto per il suo rigore, per l’impegno, per l’amore dedicato ai suoi soggetti. Rimane un esempio da imitare: in fotografia e non solo.

Circa le fotografie, questa volta abbiamo voluto premiare il volto dell’autore e non le sue fotografie. In fondo, è giusto così: i grandi maestri vanno anche guardati negli occhi.

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