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[GORDON PARKS, UNA VOLTA DI PIÙ]

Lo abbiamo incontrato il 30 novembre 1919: oggi è quella volta in più, e Gordon se la merita tutta. Lui è stato un fotografo, ma anche regista, sceneggiatore e attore; ma poi, compositore, produttore, attivista politico, scrittore e giornalista. Era afro-americano, di colore. Non sappiamo da dove derivasse tutto questo talento, anche perché le sue origini non erano certo agiate. E’ difficile anche trovare un fattore legante, che possa almeno fornirci un’idea, una supposizione. Certo è che la sua vita, longeva peraltro, pare scritta come in un romanzo a lieto fine. E’ bello scorrerla per intero, cercando di cucire le varie fonti; magari ricominciando subito dopo, come in un film indimenticabile. Si dice parlasse sovente allo specchio, ripetendosi spesso: “Un'ultima cosa: finché non sarai sicuro di te stesso, non sarai sicuro di nulla, pensaci su, ci vediamo domani mattina". Una volta di più anche per lui.

30 novembre 1919, Gordon Parks

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[GIUSEPPE CAVALLI, PASSIONE E ARTE]

Ci fa piacere che il calendario, oggi 29 novembre, porti alla ribalta Giuseppe Cavalli fotografo. La sua figura risulterà determinante nel panorama italiano tra le due guerre e nei successivi anni ’50. Cavalli fu, in un certo senso, un capo scuola o anche il padre del movimento idealista della fotografia, per il quale il soggetto non aveva alcuna importanza ai fini della creazione dell’opera fotografica. Dall’altra parte vi erano i documentaristi e pure i neorealisti, forse più numerosi e accompagnati da un’onda ideologica vasta e multi-disciplinare. Altri tempi, quelli degli anni ’50; i circoli rappresentavano elementi di contagio, nonché culle nelle quali vedevano la luce fotografi divenuti importanti. A Cavalli va il merito di aver stimolato autori quali: Mario Giacomelli, Ferruccio Ferroni, Piergiorgio Branzi e Alfredo Camisa. Privo di una formazione fotografica (era avvocato), si è preoccupato di organizzare mostre e incontri, divulgando cultura. Passione e arte, il titolo, calza alla perfezione.

Giuseppe Cavalli, 29 novembre 2021

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[GJON MILI, IL FOTOGRAFO DEL TEMPO]

In fotografia, ma anche tra appassionati, si parla spesso di luce e tempo. In effetti, l’arte dello scatto si occupa di entrambe le componenti: scrivendo e documentando momenti che rimangono fissati in quel “sempre” che diventa l’ambizione di molti. Gjon ha sminuzzato il tempo degli istanti ravvicinati, portando alla luce (è il caso di dirlo) l’analisi di ciò che si muove, invisibile all’occhio nudo. Ne è rimasto affascinato anche Pablo Picasso, che ha disegnato nel nulla soggetti poi diventati palesi alla fine del processo fotografico. E’ una fotografia diversa, quella Gjon ci mostra; in due ambiti: stroboscopico e “pittorico”. Su LIFE i suoi lavori ebbero successo, e tanto basta. Resta comunque l’impatto dell’originalità, che poi vive per il fatto di aver utilizzato tecniche relegate al solo in ambito scientifico.

Pablo Picasso, Gjon Mili, 28 novembre 1904, Gene Kelly

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[NASCE IL MITO LANCIA]

L'atto costitutivo della Lancia & C. reca la data del 27 novembre 1906. Si trattava di una società a nome collettivo con Vincenzo Lancia e Claudio Fogolin come soci al 50%. Il capitale iniziale era modesto: 100.000 Lire. Quell’esordio parla di una storia d’amicizia: Vincenzo aveva affrontato le corse automobilistiche con successo, Claudio ne era semplicemente un amico. Entrambi avevano operato in FIAT. Lo stemma che avrebbe accompagnato le loro auto da lì in poi, pur con le dovute modifiche, portava la firma del conte Carlo Biscaretti di Ruffia, futuro fondatore del Museo dell’Automobile di Torino.

Lancia, 27 novembre 1906, Franco Turcati

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