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[ABOLIRA’ I MANICOMI]

L’11 marzo 1924 nasce a Venezia lo psichiatra Franco Basaglia. A lui si deve la legge 180 del ’78, che impone la chiusura dei manicomi e regola il trattamento sanitario obbligatorio, istituendo servizi d’igiene mentale pubblici. Con la legge 180 vengono rimessi al centro i diritti e la qualità di vita dei pazienti, che nei vecchi manicomi venivano spesso trattati con elettroshock e terapie farmacologiche invasive.

Franco Basaglia muore il 29 agosto 1980.

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[SHARON STONE, ICONA SEXY]

In molti l’hanno vista a Milano, in occasione dell’ultima Fashion Week, ospite di Dolce & Gabbana. Attraente e bellissima, Sharon Stone era seduta in prima fila per la presentazione Autunno-Inverno 2022/23 del brand. Vestiva in maniera semplice, ma impeccabile; dimostrando ancora una volta di rappresentare una vera icona di stile. Sono passati trent’anni da “Basic Instinct”, ma le sue gambe fanno ancora sognare.

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[ORNELLA MUTI, BELLEZZA E TALENTO]

A noi è piaciuta molto la Muti fine anni ’80, quando la commediola italiana era finita nel dimenticatoio, almeno per lei. In “Cronaca di una morte annunciata” (1986) di Francesco Rosi forse ha dato il meglio di se stessa. Di certo la sua bellezza non passava inosservata, anche perché al di fuori dei luoghi comuni o delle tendenze della sua era. Occhi verdi, sorriso accattivante, gamma espressiva a grande latitudine: Ornella era un po’ questo, il che l’ha resa disponibile per il cinema impegnato e le pellicole più commerciali. Per il resto godiamoci le sue fotografie. Una porta la firma di Helmut Newton: silenzio.

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[AUGURI A TUTTE LE DONNE]

Alle volte ci siamo persi solo a vederle camminare. In altre occasioni ci sono piaciuti i gesti, i sorrisi, le movenze. Farle ridere ci ha sempre procurato soddisfazione, così come il parlare con loro, a lungo. Da giovani ce ne siamo innamorati all’improvviso, come in un soffio: sperando in un dopo, e poi in un altro ancora.

Con loro abbiamo vissuto l’amore: quello che si sospira e anche l’altro, che pure “si fa”. Le abbiamo rincorse, pregate, ammirate, attese, salutate, baciate, riprese, allontanate, abbracciate, lasciate. Siamo stati anche lasciati: senza comprendere, o rinunciando a farlo. Abbiamo riso, per loro; pianto. Alle volte ci siamo anche meravigliati. Sono le donne, quelle dalle quali abbiamo sempre imparato qualcosa.

L'occasione ci suggerisce (e lo facciamo volentieri) di occuparci delle donne fotografe, ma il rispetto ci impone di usare nome e cognome. L'8 Marzo non deve rappresentare un punto d'arrivo, ma sempre una data dalla quale ripartire: abbandonando pregiudizi e luoghi comuni. Dimentichiamo, ad esempio, i plurali, tipo: “le donne”, “quelle donne”, “tutte le donne”, “perché le donne”. Ci vorrà più rispetto, ecco tutto: nel leggere e nel comprendere. Forse aveva ragione Honoré de Balzac: “... Devono avere i difetti delle loro qualità”.

Auguri a tutte le donne

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