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[CI LASCIA MONICA VITTI]

Dovremo abituarci, e sarà difficile: da ieri Monica Vitti è solo un ricordo. La notizia arriva da Walter Veltroni, su Twitter: “Roberto Russo, il suo compagno di tutti questi anni, mi chiede di comunicare che Monica Vitti non c’è più; lo faccio con dolore, affetto, rimpianto”. Non la vedevamo da tempo, Monica, prigioniera com’era di una malattia degenerativa; ma almeno sapevamo che respirava, guardava, ascoltava come noi. Abitava il nostro mondo, avvicinata dalla sua arte: quella che ci meravigliava sempre, soprattutto quando la voce roca completava il suo volto. Era bella, Monica, tanto; mai stereotipata, ci ha fatto ridere e piangere, perché rappresentava mille donne in una, tutte donate al cinema del suo tempo.

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[NASCE UNA CHARLIE'S ANGELS]

Farrah Fawcett negli anni Settanta è stata l’incarnazione della bellezza. Bionda con un fisico mozzafiato, veniva considerata una delle donne più sexy degli Stati Uniti d’America. In quegli anni era salita alla ribalta per aver interpretato la parte di Jill Munroe nella serie tv cult Charlie’s Angels, uno show che la consacrò definitivamente tra le celebrità, tanto che nel 1995 venne premiata con una stella sulla Hollywood Walk of Fame.

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[LE DONNE ITALIANE AL VOTO]

Il 1° febbraio del 1945 è una data importantissima per le donne italiane, che si videro estendere il diritto di voto con un decreto legislativo luogotenenziale che sancì la possibilità delle donne italiane recarsi alle urne. Lo fecero, peraltro, nella consultazione più importante, il referendum istituzionale monarchia-repubblica. Per decreto, Potevano votare tutte le italiane che avessero compiuto 21 anni e quindi: casalinghe e massaie, nobildonne e contadine, analfabete e intellettuali; le italiane insomma, per le quali il suffragio femminile diventava una conquista, un diritto atteso da secoli.

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[IL VIAGGIO IN ITALIA DI JOSEPHINE DUBRAY]

Josephine Dubray, allieva di Daguerre, era una fotografa ambulante. Viaggiò a lungo in Italia, contribuendo a diffondere la pratica fotografica dopo la scoperta del 1839. Eseguiva ritratti, Joshephine; e insegnava i rudimenti tecnici a chi avesse voluto praticare l’espressività con le ultime metodiche possibili. Ciò che sorprende è la facilità con la quale la fotografa fosse capace di muoversi in Italia e in Europa, solo a metà ‘800. I soggiorni nelle varie città italiane erano abbastanza prolungati, il che voleva dire che il dagherrotipo veniva accolto con un discreto successo.

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