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[CON LE ALI SOTTO I PIEDI]

“Ma quanto è bello andare in giro per i colli bolognesi, se hai una Vespa Special che i toglie i problemi”.

Sono le parole di una canzone cantata dai Luna Pop, gruppo del quale Cesare Cremonini era il leader. Quel brano, subito diventato iconico, è entrato nella musica italiana come un soffio di vento caldo, facendo emergere un artista innovativo, dalla forza artistica dirompente. La sua musica è iniziata a nascere su suoni consueti, con anche un pizzico di Beatles; ma poi è avvenuto il miracolo: il volto di Cesare ha aperto cuori e fantasie, risultando convincente anche sul grande schermo. Le parole hanno fatto il resto, in una metrica differente, forse mai ascoltata, accattivante anch’essa. Non conoscevamo la forza scenica di Cesare, ma anche lì è stata meraviglia: sul palco e in TV.

“Ma quanto è bello andare in giro con le ali sotto ai piedi, se hai una Vespa Special che ti toglie i problemi”.

Quella Vespa gira ancora per i colli bolognesi. Sarebbe bello salirci sopra.

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[ROBERTO BOLLE, DANZA E LIBERTA’]

Roberto Bolle è sorprendente: alto, fisico d’atleta, espressività scenica, sorriso. Andrebbero aggiunti i successi, i premi, il fatto di essere contemporaneamente Étoile del Teatro alla Scala di Milano e Principal Dancer dell'American Ballet Theatre di New York, nonché Guest Artist al Royal Ballet. E’ però il suo sorriso a rapirci, quella facilità al sacrificio che lo porta a divulgare la sua danza oltre i teatri, in TV, nelle interviste. Il ballo classico, troppo spesso rinchiuso nella sua tradizione, trova col ballerino piemontese un respiro nuovo, moderno, senza concedersi licenze tecniche. E’ la forza della libertà, quella vera: fatta di diritti e doveri. Va bene tutto, ma ci sarà sempre un pubblico ad aspettarlo, al quale verrà dedicato quel sorriso che chiude un’espressione tecnica irraggiungibile ai più. Danza e libertà, dicevamo: il cerchio si chiude.

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[LA REGINA DEL SOUL]

Non vogliamo sprecare aggettivi, perché non basterebbero. Aretha Franklin, “Regina del Soul”, ha cantato di tutto e avrebbe potuto fare di più, sempre aggiungendo a ogni brano l’impronta stilistica che le apparteneva. L’abbiamo vista nel film "The Blues Brothers", mentre recitava cantando “Think”; ma anche con un’orchestra operistica alle spalle, per cimentarsi in “Nessun dorma”, dalla Turandot di Puccini. Sostituì, in quell’occasione, Luciano Pavarotti colto da malore. Il suo “All’alba vincerò” (pezzo eminentemente tenorile) mette i brividi. E di albe vincenti Aretha ne ha viste tante, sin da quando cantava in Chiesa. Come dire: Regine si nasce.

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[VITA SPERICOLATA, CON STILE]

“Voglio una vita esagerata, Voglio una vita come Steve McQueen”, così cantava Vasco Rossi nel 1983. In realtà il cantautore, nella canzone avrebbe voluto un’esistenza spericolata, ma “esagerata” ci sta bene; perché l’attore ha fatto tendenza nell’abbigliamento e negli accessori. Non vogliamo citare le marche (non ci compete), ma i pantaloni chiari de “La grande fuga” sono entrati nel guardaroba dei giovani “cool”. Lo stesso può dirsi per le giacche da moto, i giubbotti di pelle trapuntati, i montoni e le magliette polo. Orologi di classe e occhiali da sole (fantastici quest’ultimi) completano il “look” di Steve, tutto portato con disinvoltura su automobili da urlo.

Non vogliamo però ridurre il valore dello Steve attore, che ha occupato nella filmografia uno spazio tutto suo: quello del duro in semplicità, come se fosse facile esserlo. Lui però era così, e ha riportato sullo schermo parte della sua vita. Il “look” è arrivato dopo, per un divo (bello, non c’è che dire) senza forzature.

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