Elliott Erwitt, Scatti Personali

Torna in libreria, questa volta per Electa (e con la prefazione di Biba Giacchetti), Scatti personali, il libro più intimo e personale di Elliott Erwitt, stampato nell’edizione americana per la prima volta nel 1988.
Vedere quello che pochi vedono e catturarlo per mostrarlo a tutti noi è l’essenza del libro: che sia la comica solennità dei nudisti o l’incontenibile giocosità dei bambini, l’arroganza innata di de Gaulle durante una serata al Cremlino o la spiritualità tangibile di papa Giovanni Paolo II, queste foto coinvolgono l’osservatore facendo leva sul divertimento e, insieme, sulla meraviglia, suscitando talvolta un’inaspettata malinconia.

L’uscita in libreria di “Scatti Personali” (Elliott Erwitt, Ed. Electa) ci offre la gradita opportunità di riflettere sull’opera del famoso fotografo di Magnum. Di lui conosciamo tante icone e spesso ne parliamo con amici e appassionati; ma affrontare una sua pubblicazione è cosa ben diversa, perché la fotografia che ci restituisce è tutt’altro che semplice, solo nel momento in cui ci mettiamo a guardarla. Troppo spesso ci siamo soffermati sul lato ironico e umoristico dell’autore, così abbiamo tralasciato quella parte sentimentale ed emozionale che le immagini avrebbero lasciato trasparire solo a uno sguardo più attento e rigoroso.
C’è poi da considerare l’aspetto tecnico, assolutamente da non sottovalutare nel caso di Erwitt. Lui è stato in grado di catturare senza sforzo le ironie della vita con una facilità solo apparentemente casuale. E l'umorismo, che tanto siamo in grado di vedere nei lavori del nostro, non riguarda solamente le situazioni che gli si sono parate davanti, è una struttura estetica, formale, una visione del mondo complessa. Le fotografie di Elliott sono strepitose per questo motivo e sin dall’aspetto formale, sempre perfetto: tracciano una linea netta tra il nostro sguardo e quanto gli occhi del fotografo ci fanno vedere.

Le parole dell’autore:

Nelle mie intenzioni, le foto riunite in questo volume sono da guardare singolarmente. Vi invito quindi a essere miei complici. Prendete un foglio di carta bianca o un cartoncino e di tanto in tanto coprite l’una o l’altra pagina. Meglio ancora, strappate le pagine per comporre le combinazioni che più vi piacciono, e poi andate a comperarvi un libro intonso per sostituire quello che avete fatto a pezzi.
(E. Erwitt)

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