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Malena Mazza

Per me l'artista deve essere in grado di esprimere arte anche su commissione. Mi spiego: se mi viene chiesto di eseguire un lavoro commerciale o editoriale e io, a fronte di quanto richiesto, riesco a produrre arte, allora sono perfettamente in sintonia con me stessa e con la mia professione. Sento inoltre di aver fatto qualcosa in più della media.
MALENA MAZZA
| Mosè Franchi | GRANDI AUTORI

UNA FANTASIA EMANCIPATA Altro non sappiamo dire, mentre iniziamo a scrivere, se non ripeterci il titolo. Abbiamo guardato a lungo le immagini che la fotografa ci ha dedicato, senza riconoscere dei codici di lettura attuali e quindi scontati. I luoghi comuni non esistono, e occorre impegno: anche solo per guardare.

Le tante donne che vediamo? Sono belle, sensuali, persino carnali e voluttuose; eppure distanti al tempo stesso, da conquistare con coraggio, qualora se ne trovasse il modo. E’ l’individualità di Malena a generare tutto questo, la stessa che cerca e trova nei soggetti che ha di fronte. Del resto, per Lei la persona non costituisce un centro d’attenzione, ma vive col contesto, all’interno dell’idea, dove abita la fantasia. E lì inizia l’emancipazione, forse anche quella femminile: non si possono separare i soggetti dagli oggetti, occorre “prendere” tutto, l’integrità dell’individuo. Inizia col cinema, Malena; ma non ci piace fare paralleli, che peraltro forse non esistono. Certo, tutto è utile, soprattutto a livello culturale; ma nel dialogo con lei ci è piaciuta la fantasia, la creatività, quell’orizzonte lontano al quale tendere senza inibizione alcuna. Ecco, sì; la sua fotografia è contaminata e continuamente contaminabile. Lei prende, cattura, assorbe; e quando fotografa non ha nulla da chiedere, se non operare per come sa fare. Fantasia emancipata è anche questo: non azzardare o creare forzature. E’ la semplicità che deve emergere, a partire dalla conoscenza e dal rispetto per gli individui: sia che scattino o che si facciano ritrarre.

D] Malena, quando hai iniziato a fotografare e perché?

R] La fotografia mi è sempre piaciuta, come anche il cinema e la sua luce. Ho lavorato come assistente alla regia e pure come primo assistente operatore (la prima donna in Europa). Presso Film 77, una casa di produzione, mi occupavo di tutto, anche del montaggio. Avevo frequentato la scuola di cinema e alla fine sono approdata anche a trasmissioni televisive importanti, tipo “Non Solo Moda”. A un certo punto mi sono ammalata, perché la fatica era troppa. Da lì il mio passaggio alla fotografia. Sto comunque riiniziando a girare.

D] La tua è stata passione per la fotografia?

R] Sì. Direi che ha sempre fatto parte di me. L’ho ereditata da mio padre, assieme a quella per il cinema. Maneggiavo una Hasselblad a sette anni. Ricordo anche che la prima fotocamera mi è caduta nella laguna.

D] La passione è importante?

R] Certo, non potrei lavorare così tanto se non provassi piacere in ciò che faccio.

D] Malena, come hai curato la tua formazione fotografica?

R] Ho frequentato la Scuola di Cinema. Da lì in poi mi sono applicata da sola. Ho letto una pubblicazione di Ansel Adams in inglese. Del resto, quando è la passione a muoverti, sei in grado di andare ovunque e ti vengono mille idee.

D] Hai avuto degli elementi ispiratori?

R] Certamente. Posso citarti Helmut Newton, Toni Thorimbert, Bettina Rheims. Toni è molto “road”, e mi piace per quello. Newton ci ha insegnato la classe.

D] Tu hai iniziato con la pellicola?

R] Certamente. Oggi scatto in digitale.

D] Qualche rimpianto per l’analogico?

R] La pellicola primeggiava per qualità: il ritocco non era necessario, diversamente da oggi. Non vedevi le fotografie sullo screen, il che poteva essere stimolante. Quando utilizzavo l’Hasselblad avevo sempre paura di non aver raggiunto il risultato. Oggi non corro alcun rischio.

D] Fotograficamente come ti definiresti?

R] Io sono dell’idea che le definizioni siano poco intelligenti: un fotografo è tale sempre. Io preferisco le donne e i bambini, e mi vengono bene anche i ritratti. Il suggerire delle distinzioni era un’abitudine antica, per caratterizzare l’autore, sbagliando però.

D] Qual è la qualità più importante per una fotografa come te?

R] L’occhio, il punto di vista, la costruzione dell’immagine, l’estetica (la tua, ovviamente): queste sono doti essenziali. Tutti guardano, il fotografo vede.

D] In rete, ho incontrato qualche libro a tuo nome …

R] Ne sto pubblicando uno con Peliti. In totale sono sei.

D] Ti piace produrre un libro?

R] Della fotografia mi piace tutto, anche esporre. Non sono brava nello scegliere le immagini, per questo non amo farlo. Toni è più bravo.

D] Curi personalmente il ritocco?

R] Lo curo, ma una persona lo fa per me: insegnandomi anche. Non sono al livello di quelli bravi. Voglio conoscere tutte le possibilità, anche quelle tecnologiche; ma non amo ritoccare.

D] Perché?

R] E’ un’attività che ha poco a che fare con la fotografia. Si tratta di un’altra storia, che non coincide con ciò che desideravo agli inizi.

D] Un altro motivo per preferire la pellicola?

R] Sì.

D] Ti trovi meglio con la donna, hai detto: che tipo ne esce dalle tue immagini?

R] Bionde, diafane, forse strane. Sono tutte particolari: forti, fragili, intelligenti; difficili da trovare e apprezzare, sicuramente non rassicuranti. Per averle occorre un uomo coraggioso e pure intelligente, il che può essere raro. E’ difficile trovarne uno alto, elastico, sensibile e per nulla opportunista.

D] Gli uomini possiedono molti difetti, quindi …

R] Sono pieni di paure! Prima non ne avevano bisogno, perché tutto veniva fornito loro dalla società, quasi in automatico. Questo è percepibile maggiormente a Milano e meno nelle altre città.

D] C’è un’ottica che usi preferenzialmente?

R] Il 50 mm, semplicemente. Oggi inizio ad apprezzare anche il 28 mm, e non so perché.

D] C’è, tra le tue, una fotografia che ami particolarmente?

R] Sì, anche se chi fotografa si affeziona maggiormente alla circostanza e meno all’oggetto in sé. Amo molto quella nella quale lei lecca il bicchiere, su fondo azzurro; e pure un’altra, dove le donne bendate sfiorano i mestoli.

D] Dopo tanti anni di carriera, c’è un progetto rimasto indietro e che vorresti portare a termine?

R] Ce ne sono tanti, a centinaia. Sono piena di progetti. Fortunatamente rimangono indietro, il che vuol dire che sto lavorando.

D] Malena, com’è cambiata la fotografia?

R] E’ usata molto meno. I giornali, quand’ero piccola, pubblicavano belle immagini. Oggi la situazione si è capovolta. Si tira in ballo la crisi, che invece dovrebbe favorire la creatività. Evidentemente non siamo arrivati in fondo, e nemmeno è iniziata “quella” crisi, in tutti i campi. E sarà così finché non ripartirà lo spirito creativo.

D] Nel tuo percorso di carriera, quando ti sei detta: “Ce l’ho fatta”?

R] Non l’ho ancora detto.

D] Oggi c’è un mondo femminile nella fotografia, molte donne si stanno avvicinando alla pratica dello scatto …

R] Sì, probabile; ma è l’affermazione a non piacermi, quella che nasce da schemi pre – femministi. La stessa retorica delle quote rosa non trova la mia approvazione. Credo anche che si stia tornando indietro, e forse per questo gli uomini sono così arroganti. D] La tua è una fotografia contaminata?

R] Sì, è sempre stato così, costituendo, alle volte, un problema. I giornali di moda vogliono foto “di moda”. Io desidero dell’altro, qualcosa in più: un senso contemporaneo, che sia una referenza sul periodo. Credo di essere sempre stata in anticipo sui tempi. Le cose che facevo anni addietro non andavano mai bene, adesso sì. Mi dicevano che le mie immagini erano fredde, sintetiche. Che dire? Bisognerebbe essere coerenti col momento.

D] Bologna, la tua città, ti ha offerto qualcosa fotograficamente?

R] Sì, anche se non direttamente. Là possiedono una mente elastica. Sono aperti alle persone, alle novità, a tutto. In sala da ballo trovi tutte le età. Qui siamo maggiormente opportunisti, come nelle altre città del mondo, New York ad esempio. Per farla breve, a Bologna vivono (anche) per distrarsi: sono simpaticissimi. E poi, l’emotività è di casa.

D] Tu ti occupi anche di ritratti …

R] Certo.

D] Qual è la qualità più importante per affrontarli?

R] Saper far tutto e avere un proprio punto di vista. Non esiste una qualità specifica per il ritratto: anche l’approccio è lo stesso. Une persona, all’interno dell’immagine, rappresenta un altro oggetto. Io non ho mai chiesto niente, anche alle modelle. Le persone ritratte abitano un’altra dimensione, forse più alta.

D] Potessi farti un augurio fotografico da sola, cosa ti diresti?

R] Vorrei scattare l’immagine più bella del mondo.

D] E alla fotografia che augurio dedicheresti?

R] Che possa essere maggiormente apprezzata dalle persone. Desidererei anche che la cultura fotografica aumentasse, di molto.



Buona fotografia a tutti

Malena Mazza

Malena Mazza diventa Primo Assistente di registi di fama internazionale come i fratelli Taviani, Michelangelo Antonioni, Maurizio Zaccaro, Giancarlo Soldi, Giampaolo Tescari, Maurizio Azzali, Dario Piana, Gavino Sanna, Andrea Cardile, Jerard de Batista, JacquesVenait, Robert Fraisse e altri. Si specializza nella regia di videoclip (Luca Carboni, Pino Daniele, Gino Paoli, Stadio) e spot pubblicitari (Brooklyn, Swatch, Glent Grant, Four Roses, Morositas, Loewe, Jeans Market, Kerastase, CBM gioielli, Lovable, Vivident, Longines, Ferrari ecc) e programmi televisivi (Nonsolomoda, Sereno Variabile).

Lavora come fotografa di moda a New York, Londra, Parigi, Madrid e Milano per numerose testate tra cui Amica, Anna, Biba, Casa Amica, Centurion, Citizen K, Cosmopolitan, D di Repubblica, Departure, Elle, Glamour, Harpers Bazaar America, Interni, Io Donna, Kidswear, Label, Marie Claire, Max, New Woman, Pap Magazine, Playboy Italia, Sportweek, Spoon, Surface, Sport & Street, Style,Tell, Urban, Vogue Gioiello, Vogue Pelle, Vogue Sposa, Vogue Bambino, Vogue Italia.

ADV: Barilla, AEM, Banca Aletti, Basile, Brooklyn, BTicino, Borbonese, BPU Banca, Brendell, Coast Weber & Hauser, Dema, Divani & Divani, Facis, Fiat, Finmeccanica, Flou,
Four Roses, Frau, Frigoriferi Milanesi, Gattinoni, Garnier, Glen Grant, Hettabrez, Illy Caffe’, Inc Corea, Las, Le Coccinelle, Legrand, Longines Orologi, Lovable, Mazzini, Meliani, Monoprix, Morositas, Nina Ricci parfume, Nivea, New Penny, Padovan, Prenatal, Pringles, Printemps, Quelle, Ras, Redwall, Roc, Romeo Gigli, Safilo, Seat, Siemens, Silk & Soie, La Stampa, Strato, Swatch, Vivident ed altri.


CD cover: Fausto Leali, Ottmar Liebert, Loreena Mckennit, Atmosphere, Mara Sottocornola e altri.
Etichette per la casa vitivinicola Al-Cantàra, in Sicilia.
Le sue opere compaiono in molte mostre personali in Italia, Parigi, Hong Kong.
Nel 1995, 2003 e 2011 espone alla Biennale di Venezia.
Dal 2005 le foto di Malena Mazza sono battute all’asta da Sotheby’s e ha pubblicato numerosi libri fotografici in Italia e all’estero.


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